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Meditazione effetti negativi: come evitarli?

La meditazione può avere effetti negativi?

Sicuramente questo è un pensiero che porta a meditare, perchè, di fatto, leggere che la meditazione può avere effetti negativi per qualcuno è qualcosa di inaspettato.

Ma vediamo di capire meglio basandoci sugli studi scientifici che sono stati effettuati negli ultimi anni, a Londra, sotto la supervisione dello psichiatra Marco Schlosser.

 

Schlosser ha indagato attraverso trial clinici, su un numero notevole di praticanti di meditazione classica.

 

Le meditazioni decostruttive

 

In particolare, questi effetti sgraditi si sono manifestati nei praticanti delle cosiddette meditazioni decostruttive, cioè, ad esempio, la Vipassana (ora denominata “mindfulness”) e le forme di meditazione “interiorizzanti” come ad esempio la meditazione trascendentale.

Inoltre, si sono manifestate più alte percentuali di disturbi nei partecipanti che si dedicano ai ritiri meditativi, invece di optare per una pratica regolare ma di entità più limitata.

I risultati di Schlosser hanno dimostrato che in media, il 25% dei praticanti di meditazione “tradizionale” accusano dei notevoli effetti negativi in seguito alle pratiche meditative.

Vediamo quali.

 

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Gli effetti collaterali negativi derivanti dalla meditazione

 

Sono numerose le persone che dicono di avere tratto tangibili benefici dalla meditazione.

Tuttavia, benchè la scienza abbia scoperto che praticare le tecniche meditative può aiutarci a:

  • ottenere una migliore prospettiva di vita,
  • ridurre lo stress,
  • migliorare la memoria,
  • renderci fisicamente più sani,

per alcune persone possono verificarsi degli aspetti negativi della meditazione di cui si potrebbe anche non essere consapevoli. Infatti può:

  1. generare malumore
  2. alterare la percezione della realtà
  3. rendere demotivati e svogliati
  4. portare ansia e risvegliare i ricordi negativi
  5. peggiorare il carattere, ecc.

 

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Qual è l’origine di questi effetti collaterali ?

 

Sperimentando per quasi 30 anni anni le tecniche meditative, ho verificato che gli effetti negativi si manifestano perchè, attraverso questo genere di pratiche, se non si fa molta attenzione la nostra consapevolezza viene gradualmente separata dalla vita quotidiana.

In pratica qualche persona utilizza inconsapevolmente questi metodi per scappare dalla realtà concreta (che magari risulta difficile da accettare), per cercare rifugio in un modo “altro”, dove può, se non ha il pieno controllo della situazione, immaginare qualsiasi cosa.

 

A volte si scappa “fuori”, come nel caso delle tecniche che tendono alla trascendenza, all’atto di scrutare il problema dall’esterno.

Altre volte ci si chiude dentro, concentrandosi sul proprio mondo interno in maniera ombelicale, come nel caso delle meditazioni focalizzate sull’OSSERVAZIONE interiore.

 

All’inizio, con queste modalità di meditazione “classica”, la sensazione è quella di aver trovato il paradiso, di aver risolto tutti i problemi e individuato la risposta giusta per ogni cosa.

Ma con il tempo questo effetto “euforizzante” si spegne e lascia il posto al malessere e al distacco, oppure, nel migliore dei casi, i problemi di prima tornano semplicemente a farsi sentire come se nulla fosse cambiato. Nei casi meno gravi può succedere, molto semplicemente, che gli effetti positivi non si raggiungano più.

Per questo, le persone che non sono seguite da un esperto dovrebbero limitare fortemente il tempo dedicato alle tecniche meditative decostruttive.

Esiste un metodo alternativo, per meditare senza effetti negativi di ritorno?

 

Dopo aver provato numerose strade ed opzioni, ho individuato un metodo che, invece di portare fuori dalla realtà, è mirato per riportare l’individuo dentro alla propria esperienza di vita: non solo osservandola da fuori, ma partecipando attivamente. Ha funzionato per me, e con il tempo ho cominciato a condividerlo con gli allievi fino a creare un percorso professionale.

Il concetto a cui mi ispiro è: se sei qui c’è un motivo. Ed è per questo che il compito dell’individuo è quello di scoprire e realizzare il proprio percorso di vita.

 

 

Questo non è possibile se si scappa via! Vale a dire che l’individuo deve essere “centrato” nel qui e ora COMPLETO (vale a dire materia, mente ed emozioni), non nel “chissà dove e chissà quando”, isolandosi dal mondo ed annullando le emozioni… che tanto prima o poi si ripresentano.

Ho chiamato questo metodo Iwakura, come le rocce e gli alberi sacri dello shintoismo. Perchè il focus è aiutare le persone a mettere i piedi per terra… e a restarci.

 

 

Privilegiare solo l’energia yin,
con l’andare del tempo crea ristagno energetico

 

Il focus della meditazione corporea, per evitare gli effetti negativi

 

Il metodo Iwakura è focalizzato sul passaggio attraverso il corpo per rilassare e ripulire la mente. E’ molto affine al lavoro che viene eseguito nella GINNASTICA BIOENERGETICA, anche se l’origine è diversa.

Per chi sta per chiedermi: “ma allora la Vipassana?”… Rispondo: in questo metodo non si osserva il corpo, si medita ATTRAVERSO il corpo.

Non si sminuzzano le situazioni per non sentirne il peso: si affrontano per risolverle. Non è forse questo il fine ultimo della meditazione, nel cercare la chiarezza della mente?

 

Questo metodo va bene per tutti?

 

A chi mi chiede se il metodo è giusto per tutti posso solo dire di no. Nessuna tecnica è la panacea universale. In particolare, le persone tendenzialmente passive fanno fatica ad accettare questa pratica.

Ma chi ha intrapreso la sfida di esplorare questo metodo un po’ controcorrente,  ha potuto utilizzarlo con successo in molti casi difficili, infatti gli Istruttori formati hanno adattato il sistema alla loro esperienza lavorativa e spirituale, ecco alcuni esempi:

    • Pratica con familiari alcolisti (con effetti soddisfacenti)
    • Esercizi con ragazzi autistici
    • Trattamento del dolore cronico in fisioterapia
    • Laboratori in classi elementari con bambini considerati “difficili” (i quali hanno invece dimostrato una grande ricettività al sistema)
    • Associazione con la pittura come forma di arte-terapia
    • Ecc.

Per questo sicuramente non è una tecnica globale adatta a chiunque, ma esiste una fetta di persone per le quali si è rivelata il metodo ideale.

 

 

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Perchè Iwakura® previene gli effetti negativi della meditazione decostruttiva

 

Praticando in questo modo, non solo si evitano gli effetti negativi o destabilizzanti sul proprio modo di essere, ma diventa veramente possibile recuperare voglia di vivere, determinazione e presenza attiva nella propria realtà.

L’individuo non scappa, quindi si realizza, si comprende, affronta il proprio essere e trova la “reazione” per affrontare una nuova strada: quella “compiuta” e quella da “compiere”.

Questa è la vera fonte dell’AUTOSTIMA che cerchiamo.